Maggio è ormai alla fine e io non ho avuto la costanza di scrivere. In questi mesi mi sono sempre più resa conto che questo 2010 non sarà un anno come tanti altri. Per le persone incontrate e le esperienze che mi aspettano. Per come imparo a conoscermi e a fare a meno delle briciole. Un vero e proprio giro di boa che credo capiti un pò a tutti prima o poi.
I tanti pensieri che si rincorrono in me sono sempre nuovi e così personali che, come scrive Peter Cameron, provare a spiegarli oltre a non avere senso sarebbe cosa inutile. Sono diventata gelosa di quello che penso. So che ogni pensiero espresso non è più mio soltanto e può prestarsi a giudizi e commenti; poi io non so parlare di me (non di quello che penso in generale, ma di quello che riguarda me) e chi un pò mi conosce lo sa. Sa come so essere contorta quando costringo i miei pensieri a diventare parole. Posso avere tutte le migliori intenzioni, ma alla fine nello scritto inizio a mettere dei puntini di sospensione ad ogni frase (!) e nel parlato scende il silenzio.
Il silenzio è per me una serie lunghissima di punti di sospensione... è il regno dei miei pensieri, è tutto mio.
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